pescatore di storie

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sei aprile duemilaventi

sei aprile duemilaventi

Ho dei ricordi annebbiati di quei giorni. Come se, inconsciamente, avessi relegato il terremoto dell’Aquila a sfere della memoria intangibili, se non altro perché difficili da descrivere. Qualsiasi paragone con oggi, qualsiasi retorica che metta a confronto l’attuale pandemia con quel terremoto sarebbe un esercizio di stupida quanto inutile metrica del dolore. Oggi ci sono(…)

Vitale

Vitale

In ordine sparso: osservare gli altri animali nella loro quotidianità, il caffè a letto, i legami tra specie viventi diverse, uno stelo che sbuca dalla terra, quando prima era solo terra. Il cibo tutto o quasi. Cambiare opinione e chiedere scusa: meraviglia! Immaginare cose belle prima di addormentarsi, passeggiare senza fretta con il cane, gli(…)

La banda degli scemi

La banda degli scemi

Antonio beveva la sua birra tranquillo, come se aspettasse qualcuno o qualcosa. Ma era e sarebbe rimasto solo, l’ho capito poco dopo. Mi sembrava assurdo parlare e scherzare allegramente quando c’era qualcuno visibilmente a secco di compagnia. Così gli ho chiesto di spostarsi, ché mi seccava parlare davanti a qualcuno a secco di compagnia. Poi(…)

Immaginazione (o approdo felice)

Immaginazione (o approdo felice)

Esistono parole rumorose – banalmente come barca, marea o pescecane – che sanno vibrare dentro al corpo fino a riempirne i confini. Quando accade non bastano più mani e piedi, braccia e gambe senti strette. Chiudi gli occhi e respiri infinito. E un soffio dietro l’altro, quasi onde alte, ti trovi vento in faccia, vele(…)