Scritture di vita

Biografie quotidiane – 2 febbraio 1709

Biografie quotidiane – 2 febbraio 1709

Quando un carattere scontroso può salvarti la vita

 

Immagina di essere così testardo da rifiutare tutte le opportunità fornite da tuo padre per farti studiare e crescere con la testa sulle spalle, perché a te quella vita da scozzese agiato proprio non si addice. E tu, Alexander Selkirk, fai di tutto per dimostrarlo: come quando ti fai notare per aver preso ripetutamente a cazzotti i confratelli della chiesa che frequenti. Perché a te di fare la bella vita in Scozia non importa davvero nulla, e le sole cose che desideri sono viaggiare e salpare verso l’avventura. La tua patria è il mare, la tua meta qualsiasi terra cui esso conduca.

In quegli anni Francia e Regno Unito se le danno di santa ragione, cercando di trasformare a proprio favore la Guerra di successione spagnola. Non di rado, tuttavia, lo fanno lontano dagli occhi di tutti, in un’arena ricca di risorse da esplorare e defraudare meglio nota come Sud America. Siamo onesti, giovane Alexander, a te di tutta la faccenda interessa davvero poco, ma approfitti dell’appoggio della corona britannica per arruolarti come corsaro, realizzando il tuo sogno di esplorare i mari più remoti del Pianeta.

Immagina però che quella tua testardaggine, quella voglia di far valere le proprie ragioni, finisca per farti scaricare dall’equipaggio nel bel mezzo del Pacifico. Perché tu le cose le guardi in faccia e non hai remore di dissentire con veemenza nei confronti dello stato di sicurezza dell’imbarcazione su cui viaggi. Avrai ragione, e chi non ha ascoltato i tuoi moniti e la tua determinazione finirà per naufragare poco tempo dopo.

Ma intanto ti ritrovi abbandonato su un’isola deserta, con solo una Bibbia, un materasso e qualche arnese con cui cavartela.

 

Ciò che forse non immagini è che quella stessa testardaggine, in fondo, sia figlia di una caparbietà e una sete di vita che ti permetteranno di sopravvivere quattro anni e quattro mesi nel buco del sedere del mondo. Eh già, perché quell’ostinazione ti darà la forza di cacciare, di resistere agli attacchi di roditori, di coltivare spirito e corpo. Insomma: di non perderti mai d’animo. Vincerai così quella sfida con la natura che hai sempre inseguito.

A dirla tutta, quella cocciutaggine ti rimetterà presto in mare – poiché fermo non sai stare – dove morirai di febbre gialla qualche anno dopo. Ma tutto questo è lontano, perché quel 2 febbraio 1709, quando vennero a salvarti a largo delle coste del futuro Cile, avevi per sempre trascritto la parola avventura sulla tua storia.

Una storia talmente accattivante che Daniel Defoe ci scrisse sopra un romanzo, un certo Le avventure di Robinson Crusoe che è diventato un classico della letteratura e che, guarda un po’, testardamente resiste nelle librerie di mezzo mondo, a ricordarci come quel 2 febbraio non sia poi così lontano.

Perché quando incontriamo una determinazione del genere, poca importa si tratti di realtà o pura fantasia, ne rimaniamo tutti incantati.