pescatore di storie

Eufonico

Eufonico

Sarà bello
prendersi per mano,
andare a vedere una mostra,
commuoversi di nascosto nel buio di una platea.
Respireremo vita nel bel mezzo di un concerto
e dopo rideremo di gusto davanti a uno schermo
o a un palcoscenico di periferia.
Sarà ancora più bello battere le mani
tutti insieme
davanti a chi se lo merita;
e poi sedersi alla stessa tavola e condividere il pane e il vino
e sentirsi più vicini al Novecento di Picasso, di Neruda e di Hemingway,
ma anche a quello di Carlo, Enrico, Paolo o Anna.

Festeggeremo allora alla maniera dei rivoluzionari,
con un bacio sotto un monumento:
useremo quelle stesse lingue per dare ancora scandalo
e leggere a voce alta
di trincee e lotte, di ideali e libertà
parole di fratelli nati prima,
figli del ventesimo secolo come noi,
gente forse più povera
ma chissà più felice.

Con l’arte e col sangue prestarono soccorso a nazioni e popoli
che divennero poi schiavi della propria ricchezza,
catapultati oggi, sì oggi, in un’epoca vuota
come una latta
gettata al marciapiede dell’esistenza,
buona solo per la curiosità di qualche gatto randagio
o per darle un calcetto sovrappensiero,
ammazzando la noia
in attesa che arrivi qualcosa di meglio.

Perciò adesso che i nostri corpi non possono danzare,
non ancora sudare assieme,
in questo momento di curiosa prigionia, di attesa incompresa,
penso a loro
che furono grandi:
non alla luce del mondo che hanno plasmato,
ma perché consumarono i loro giorni
nella prospettiva di lasciare, comunque, qualcosa di bello.

Ecco: perciò sarà bello.

 

Dedicata a tutti i lavoratori del mondo della cultura e dello spettacolo